Circolo delle quinte
Il circolo delle quinte dispone le dodici tonalità a distanza di quinta giusta: ogni passo in senso orario sale di una quinta e aggiunge un diesis, ogni passo in senso antiorario aggiunge un bemolle. Da questa sola regola si ricava quante alterazioni ha ciascuna tonalità e quali tonalità sono vicine tra loro.
Qui non è uno schema fisso ma interattivo: clicca una tonalità e l'armatura compare sul pentagramma, con gli accordi che le appartengono e la possibilità di stamparlo.
Spiegazione semplice: come funziona
Partendo da Do maggiore, che non ha alterazioni, ogni passo in senso orario aggiunge un diesis: Sol, Re, La, Mi, Si, Fa diesis. In senso antiorario ogni passo aggiunge un bemolle: Fa, Si bemolle, Mi bemolle, La bemolle, Re bemolle, Sol bemolle.
Dopo dodici passi si torna al punto di partenza, ed è per questo che si chiama circolo. Le tonalità adiacenti differiscono di una sola alterazione: hanno quasi tutte le note in comune.
Letto in senso antiorario lo stesso schema diventa il circolo delle quarte, la direzione in cui si muovono le cadenze più comuni, dal ii–V–I in poi.
L'armatura di chiave sul pentagramma
I diesis compaiono sempre nello stesso ordine — fa, do, sol, re, la, mi, si — e i bemolli esattamente al contrario. La posizione nel circolo corrisponde al loro numero.
Ogni tonalità maggiore condivide l'armatura con la sua relativa minore, una terza minore sotto: Do maggiore e La minore non hanno alterazioni, Sol maggiore e Mi minore ne hanno una.
Selezionando una tonalità, il pentagramma accanto al circolo mostra l'armatura come viene realmente scritta, insieme alla scala in note.
A cosa serve: accordi, progressioni, modulazione
I tre accordi maggiori di una tonalità sono affiancati nel circolo, e i tre relativi minori stanno subito all'interno. È il motivo per cui una progressione come Do–Sol–La minore–Fa funziona in qualsiasi tonalità: quei quattro accordi sono vicini di casa.
Le tonalità adiacenti sono anche quelle verso cui la modulazione riesce più naturale, perché differiscono di una sola alterazione. Il circolo mostra l'accordo comune a entrambe, quello che fa da ponte.
Alla chitarra aiuta a scegliere le tonalità comode e a capire dove porta il capotasto; al pianoforte corrisponde direttamente al numero di tasti neri.
Come memorizzare il circolo
Meglio memorizzare la regola che il disegno: una quinta sopra, un diesis in più. Poi ricostruirlo su uno schema vuoto partendo da Do — Sol, Re, La, Mi, Si, Fa diesis.
Ripetuto per qualche giorno, resta impresso molto più a lungo di un'immagine guardata cento volte.
Schema del circolo delle quinte da stampare
La vista corrente si esporta in PNG o SVG, con o senza etichette. Per esercitarsi conviene stamparne due versioni: una completa da consultare e una vuota da riempire a memoria.
Domande frequenti