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Leggere la notazione

Alterazioni musicali: diesis, bemolle e bequadro

Un'alterazione è il segno posto davanti a una nota che ne cambia l'altezza di un semitono. Il diesis alza, il bemolle abbassa, il bequadro annulla entrambi. Il segno vale fino alla fine della battuta e soltanto sulla propria linea o nel proprio spazio.

Diesis e bemolle

Il diesis alza la nota di un semitono: fa diesis sta un tasto sopra il fa sulla chitarra e un tasto a destra sul pianoforte. Il bemolle abbassa di un semitono, così si bemolle si trova a sinistra del si. Entrambi si scrivono davanti alla testa della nota e si pronunciano dopo il nome.

Ogni tasto nero porta due nomi. Quello fra fa e sol è fa diesis oppure sol bemolle secondo la direzione della musica, e la scelta non è ornamentale: in una scala ogni lettera compare una volta sola, perciò dove il fa è già stato usato quel tasto non si scriverà sol bemolle.

Il bequadro: annullare ciò che precede

Il bequadro annulla un diesis o un bemolle e restituisce alla nota il suo nome semplice. Serve in due situazioni: quando un'alterazione precedente nella stessa battuta è ancora in vigore e quando il diesis o il bemolle arrivano dall'armatura di chiave.

È il secondo caso a trarre in inganno. In sol maggiore ogni fa è diesis perché lo stabilisce l'armatura, e scrivere fa bequadro è l'unico modo di chiedere il tasto bianco. Il bequadro non abbassa la nota per definizione: toglie un'alterazione, e se il risultato suoni più grave o più acuto dipende da che cosa annulla.

Doppio diesis e doppio bemolle

Il doppio diesis alza di due semitoni e si scrive come una piccola x. Fa doppio diesis suona come sol, ma non si scrive sol: compare dove l'armonia richiede un fa di qualche specie, tipicamente come sensibile di sol diesis minore. Il doppio bemolle, scritto con due bemolli, abbassa di due semitoni con la stessa logica.

I segni sembrano esotici e seguono la regola di sempre: ogni lettera conserva il proprio posto nella scala. Ribattezzare fa doppio diesis come sol metterebbe due sol vicini e nessun fa, e l'accordo scritto smetterebbe di corrispondere a quello che si sente.

Quanto dura un'alterazione

L'alterazione vale dal punto in cui compare fino alla fine di quella battuta, e solo sulla stessa linea o nello stesso spazio. La stanghetta la cancella, tranne quando una legatura di valore porta la nota oltre: la nota legata mantiene l'alterazione, quella riattaccata no.

Gli editori aggiungono spesso un'alterazione di cortesia fra parentesi dove la lettura può inciampare, per esempio dopo una battuta piena di diesis. Musicalmente non cambia nulla ed esiste solo perché l'esecutore non esiti.

Armatura di chiave o alterazione transitoria

L'armatura di chiave sta all'inizio di ogni rigo e vale per tutto il brano finché non cambia. L'alterazione transitoria sta dentro la battuta, riguarda una nota e scade alla stanghetta. Descrivono la stessa modifica e differiscono solo per estensione.

Un brano in fa maggiore porta un bemolle in armatura, quindi i si bemolle non vengono riscritti dentro le battute: sono già sottintesi. Quando invece compare un si bequadro accade qualcosa, di solito un'uscita momentanea dalla tonalità, che conviene ascoltare e non solo eseguire.

Domande frequenti

Sentire che cosa fa un'alterazione

Scrivi una battuta nello studio, aggiungi un diesis a una nota e ascolta come cambia l'accordo sottostante. Un semitono si riconosce con l'orecchio prima che con la regola.