Di tritono a due semitoni
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La scala di tritono a due semitoni è do, re bemolle, re, sol bemolle, sol, la bemolle: sei note formate da due grappoli cromatici di tre, distanti un tritono.
Due grappoli, non due accordi
Le sei note si dispongono in due gruppi di tre semitoni contigui: do, re bemolle, re in basso e sol bemolle, sol, la bemolle una mezza ottava più su. Ogni gruppo è un grappolo e non un accordo, e la distanza fra i due è quel tritono che dà il nome alla scala.
Tale costruzione la separa dalle altre scale simmetriche. L'esatonale e l'aumentata distribuiscono i suoni in modo uniforme; la scala di tritono incastra due triadi maggiori nella stessa cornice. Qui le cellule sono dissonanti per scelta, e il risultato somiglia più a una tessitura che a un'armonia.
Manca la terza, dunque manca l'accordo
Cercare un accordo su cui suonarla urta subito contro un muro: la scala non contiene né terza maggiore né minore. Sopra la tonica stanno nona bemolle, nona naturale, undicesima eccedente, quinta e tredicesima bemolle, e nulla che decida fra maggiore e minore.
Non è una lacuna da colmare ma il nocciolo della faccenda. Una scala senza terza non può servire un accordo nel modo consueto, ed è per questo che appartiene a una scrittura che lavora per blocchi sonori anziché per armonia: grappoli, tessiture e passaggi in cui conta la forma e non la funzione.
Simmetria alla mezza ottava
I passi sono semitono, semitono, terza minore, semitono, semitono, terza minore, sicché la seconda metà ripete esattamente la prima. Trasportarla di sei semitoni la riproduce, e le scale costruite su do e su sol bemolle contengono le stesse sei note.
Sulle dodici fondamentali restano dunque sei collezioni distinte. Qualunque frammento può spostarsi di mezza ottava senza uscire dalla scala, e sulla tastiera si dispone comodamente con due identiche posizioni della mano.
Rispetto alla scala di tritono
Entrambe contano sei note ed entrambe si ripetono dopo un tritono, sicché sulla carta paiono sorelle. La differenza sta in ciò che riempie ciascuna metà: la scala di tritono prende una triade maggiore, questa tre vicini cromatici.
Ascoltate una accanto all'altra, la questione si chiude presto. La scala di tritono suona ancora come armonia — due accordi noti in un rapporto insolito — mentre questa suona come due fasce di rumore a distanza fissa. Stesso scheletro, carne opposta.
Questa scala non la cerca nessuno
La franchezza qui serve più dell'invenzione: in nessuno dei dodici mercati esaminati una sola ricerca su questa scala raggiunge un volume misurabile. Ciò che affiora sono scarti di completamento automatico, e in più lingue l'espressione due semitoni viene letta come istruzione ad accordare mezzo tono più in basso, cosa del tutto estranea.
La scala vive nei cataloghi di collezioni simmetriche e quasi in nessun altro luogo. Sapere com'è costruita — due grappoli, un tritono — vale più che cercare un repertorio che la richieda per nome.
Domande frequenti
Quali note ha su do?
Do, re bemolle, re, sol bemolle, sol e la bemolle. I passi sono semitono, semitono, terza minore, semitono, semitono, terza minore.
Su quale accordo si suona?
Su nessuno in senso ordinario: la scala è priva di terza e non distingue il maggiore dal minore.
Che differenza c'è con la scala di tritono?
Entrambe sono simmetriche al tritono, ma quella riempie ogni metà con una triade maggiore e questa con tre vicini cromatici.
Quante ne esistono di diverse?
Sei. Poiché il disegno si ripete alla mezza ottava, due fondamentali condividono ciascuna collezione.
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