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Scala alterata

Minore melodica

Questa scala è nota anche con altri nomi: Super Locrian, Diminished Whole-Tone.

7 noteIntervalli:1 - 2 - 1 - 2 - 2 - 2 - 2

Su Scala alterata

La scala superlocria è 1 ♭2 ♯2 3 ♯4 ♯5 ♭7: il settimo modo della minore melodica, chiamato in ambito jazzistico anche scala alterata. Da sol♯ sono sol♯, la, si, do, re, mi e fa♯, le stesse sette note della minore melodica di la contate dal settimo grado. Raccoglie tutte le alterazioni che un accordo di settima di dominante può assumere.

Superlocria o alterata: in italiano il primo nome è il più diffuso

I due nomi indicano un solo insieme di note, e in italiano il più cercato è superlocria — la misura lo mostra con chiarezza, mentre in inglese prevale altered scale. Vale la pena saperlo, perché i due termini portano a materiali scritti in tradizioni diverse.

Superlocria descrive la struttura: il modo locrio abbassa già tutto ciò che un modo di sette note può abbassare, e questa scala abbassa anche la quarta — è quindi il locrio spinto un passo oltre. Alterata descrive invece l'accordo a cui serve, ed è il nome che compare sopra il pentagramma nella sigla G7alt.

Un terzo nome, diminuita per toni, descrive la forma della scala: la metà inferiore procede per semitono e tono come una scala diminuita, la superiore per toni interi. Le note sono sempre le stesse.

Tutte le alterazioni che una dominante accetta

Un accordo di settima di dominante ha due note che lo definiscono — terza maggiore e settima minore — e quattro che si possono piegare: la nona verso l'alto o verso il basso, l'undicesima verso l'alto, la tredicesima verso il basso. Questa scala contiene la fondamentale, la terza, la settima e tutte e quattro le alterazioni insieme: ♭9, ♯9, ♯11 e ♭13.

Scritta così la struttura si legge meglio che nell'elenco di intervalli. La seconda minore è la ♭9. La seconda eccedente è la ♯9. La quarta eccedente è la ♯11. La quinta eccedente è la ♭13. Resta inalterato soltanto ciò che serve all'accordo per rimanere una dominante.

Il suono ne discende. Tutto nella scala tira da qualche parte e nessuna di queste tensioni si risolve al suo interno: è una scala per l'accordo che precede la risoluzione, non per la risoluzione stessa.

La scorciatoia del semitono sopra

Nessuno la impara come disegno a sé. La regola di lavoro sta in una frase: su un accordo di dominante si suona la minore melodica un semitono sopra la sua fondamentale. Su G7alt, la minore melodica di la♭. È tutto qui, ed è il motivo per cui imparare la minore melodica in cinque box vale più che imparare separatamente ciascuno dei suoi modi.

Il conto torna: la minore melodica di la♭ è la♭, si♭, do♭, re♭, mi♭, fa, sol; letta da sol dà sol, la♭, si♭, do♭, re♭, mi♭, fa — fondamentale, ♭9, ♯9, terza, ♯11, ♭13, ♭7. Tutte le alterazioni presenti, niente in più.

L'avvertenza pratica riguarda la risoluzione, non la diteggiatura. La scala è tesa per costruzione: funziona sulla dominante e smette di funzionare nel momento in cui l'accordo cambia. Chi ama questo suono tende a tenerlo un movimento di troppo; è l'atterraggio su una nota dell'accordo di destinazione a far leggere la tensione come voluta.

Dove si usa davvero

Il posto abituale è la dominante del II–V–I minore: Bm7♭5, E7alt, Am. La scala sull'E7 dà la massima tensione disponibile prima della risoluzione e, poiché la meta è minore, ♭13 e ♭9 vi entrano senza strappi: sono già note della tonalità di arrivo.

Funziona anche su dominanti che risolvono in maggiore, con un effetto più ruvido che richiede più attenzione: la ♯9 contro una meta maggiore è il suono di buona parte del post-bop, e lì è una scelta e non un'impostazione predefinita. Su una dominante statica, senza risoluzione in vista, la scala comincia a suonare come un esercizio.

Nel blues compare quando la dominante viene caricata prima del ritorno alla tonica, ed è un uso frequente nelle chitarre jazz-blues. Ciò che non è, è una scala di uso generale: ogni sua nota è definita dall'accordo sottostante, e senza quell'accordo le alterazioni non hanno nulla rispetto a cui essere alterate.

Domande frequenti

Che cos'è la scala superlocria?

Il settimo modo della minore melodica: 1 ♭2 ♯2 3 ♯4 ♯5 ♭7, letto contro l'accordo come fondamentale, ♭9, ♯9, terza, ♯11, ♭13, ♭7. Da sol♯ sono sol♯, la, si, do, re, mi e fa♯. Si suona sugli accordi di settima di dominante alterati.

Scala superlocria e scala alterata sono la stessa cosa?

Sì, sono due nomi dello stesso insieme di note. Superlocria descrive la struttura — il locrio con anche la quarta abbassata — e alterata descrive l'accordo a cui serve. In italiano il primo nome è il più usato, in inglese il secondo.

Come si suona sulla chitarra?

Suonando la minore melodica un semitono sopra la fondamentale dell'accordo di dominante. Su G7alt, la minore melodica di la♭: escono esattamente fondamentale, ♭9, ♯9, terza, ♯11, ♭13 e ♭7 dell'accordo. Non serve una diteggiatura a parte se la minore melodica è già studiata per box.

Quando conviene usarla?

Su un accordo di settima di dominante che sta per risolvere, soprattutto il V7 di un II–V–I minore. La tensione che crea dipende dall'arrivo della risoluzione; su una dominante ferma, o tenuta oltre il cambio di accordo, si sente come studio e non come frase.

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