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Minore melodica

Minore melodica

Questa scala è nota anche con altri nomi: Jazz Minor.

7 noteIntervalli:2 - 1 - 2 - 2 - 2 - 2 - 1

Su Minore melodica

La scala minore melodica è 1 2 ♭3 4 5 6 7: la minore naturale con il sesto e il settimo grado alzati. In la minore dà le note la, si, do, re, mi, fa♯ e sol♯; la sua metà superiore coincide nota per nota con la maggiore, e per questo la descrizione più breve è: una scala maggiore con la terza minore.

Quali gradi si alzano, e perché entrambi

La minore naturale ha sesta e settima minori. L'armonica alza soltanto la settima, producendo la sensibile di cui una tonalità minore ha bisogno per la sua dominante — e lasciando tre semitoni fra il sesto e il settimo grado. La melodica alza anche la sesta, e quel salto si chiude.

Ne esce una scala che percorre l'ottava a passi regolari restando minore. Di minore, però, le resta esattamente un intervallo: dal quarto grado in su la minore melodica e la maggiore contengono le stesse note. Tutto il carattere sta nella terza minore contro sei note che tirano verso il maggiore.

Da qui viene anche il modo più rapido di impararla: prendere la scala maggiore e abbassare la terza di un semitono. Un cambiamento invece di due, valido in ogni tonalità, e che spiega il suono meglio del conteggio a partire dalla minore naturale.

Ascendente e discendente

Nella pratica classica la minore melodica dipende dalla direzione. Salendo si alzano sesto e settimo grado; scendendo tornano entrambi alla forma naturale e la discesa si esegue come minore naturale. In la minore: ascendente la, si, do, re, mi, fa♯, sol♯, la; discendente la, sol, fa, mi, re, do, si.

Il motivo è quello che dà il nome alla scala. I gradi alzati addolciscono una linea melodica che sale verso la tonica; scendendo non c'è nulla verso cui salire, le alterazioni perdono funzione e ritorna il suono minore ordinario. Esami e lettura a prima vista continuano a chiedere la scala nelle due forme, da cui la frequenza della domanda.

La musica scritta segue il principio, non la regola. I compositori alzano sesto e settimo grado dove la linea sale verso la tonica e li lasciano bassi dove non lo fa — anche a metà frase e anche in discesa, se la melodia sta per tornare in su. La regola delle due forme ne è il riassunto didattico, non una legge che il repertorio rispetti.

L'armonizzazione della scala

Sovrapponendo terze si ottengono sette accordi, e da lì si vede a cosa serve la scala. In la minore melodica: AmM7, Bm7, CM7♯5, D7, E7, F♯m7♭5 e G♯m7♭5.

Due accordi di settima di dominante consecutivi sul quarto e sul quinto grado non esistono in nessun'altra scala di sette note, e proprio questo rende la minore melodica così produttiva nel jazz. Il D7 è il lidio dominante, il G♯m7♭5 sostiene la scala alterata, il F♯m7♭5 il locrio ♮2: tre degli strumenti quotidiani del linguaggio escono da qui.

L'accordo proprio della scala, minore con settima maggiore, è invece raro. Per questo alla minore melodica si arriva quasi sempre attraverso i suoi modi e non attraverso il suo accordo di tonica — un rovesciamento rispetto alla minore armonica, dove è l'accordo di dominante a giustificare tutto.

Diteggiatura sulla chitarra

Sul manico la via più rapida evita del tutto la minore naturale: si prende una posizione di scala maggiore e si abbassa di un tasto ogni terzo grado. Una sola regola su disegni già noti, e da nessuna parte un'apertura di tre semitoni — fra le tre forme minori la melodica è la più comoda per la mano, cosa che dell'armonica non si può dire.

Si studia in una forma sola. L'andirivieni classico, melodica in salita e naturale in discesa, appartiene alla melodia scritta; sulla chitarra allena soprattutto la confusione. Per improvvisare si tengono i gradi alzati in entrambe le direzioni: è la forma che il jazz chiama minore jazz.

I cinque box sono gli stessi della minore, con la medesima logica di collegamento; l'unica cosa che si sposta è dove cade il terzo grado dentro ciascun disegno. Studiarla individuando quel grado, invece di memorizzare cinque forme nuove, è ciò che poi la rende utilizzabile davvero.

I modi della scala minore melodica

La rotazione dà sette modi e, a differenza della famiglia della minore armonica, quattro di essi sono strumenti di lavoro e non voci di catalogo. Il settimo è la scala alterata, usata su qualunque dominante alterata. Il quarto è il lidio dominante, per le dominanti con undicesima aumentata. Il sesto è il locrio ♮2, scelta abituale sugli accordi semidiminuiti. Il terzo è il lidio aumentato.

Gli altri due, dorico ♭2 e misolidio ♭6, sono noti ma poco suonati, e cercarli restituisce soprattutto pagine di teoria. È una descrizione onesta della loro condizione, e le loro pagine lo dicono.

Il legame da tenere a mente: i sette condividono le stesse sette note. Chi conosce la minore melodica di la conosce già l'alterata di sol♯, il lidio dominante di re e il locrio ♮2 di fa♯ — la stessa diteggiatura contata da un altro grado. È l'informazione teorica più redditizia dello strumento, perché un solo disegno copre quattro tipi di accordo.

Domande frequenti

Che cos'è la scala minore melodica?

È la scala minore naturale con il sesto e il settimo grado alzati: 1 2 ♭3 4 5 6 7. In la minore sono la, si, do, re, mi, fa♯ e sol♯. Alzando entrambi i gradi sparisce il salto di tre semitoni che la minore armonica lascia, e la melodia percorre la scala a passi regolari — la proprietà da cui prende il nome.

Quali sono le note della scala di la minore melodica e di do minore melodica?

La minore melodica ascendente: la, si, do, re, mi, fa♯, sol♯. Do minore melodica ascendente: do, re, mi♭, fa, sol, la, si. Nella pratica classica la discesa torna alla minore naturale; il jazz mantiene i gradi alzati in entrambe le direzioni.

Quando si usa la scala minore melodica?

Come scala di tonalità serve alle linee melodiche che salgono verso la tonica, dove la minore armonica farebbe inciampare sulla seconda eccedente. Nel jazz si usa soprattutto attraverso i suoi modi: l'alterata sulle dominanti alterate, il lidio dominante sulle dominanti con undicesima aumentata, il locrio ♮2 sui semidiminuiti.

Che differenza c'è fra minore armonica e melodica?

Il sesto grado. L'armonica alza solo il settimo e conserva la sesta minore, da cui nasce la seconda eccedente; la melodica li alza entrambi e la elimina. La prima esiste per costruire l'accordo di dominante, la seconda perché la melodia possa muoversi.

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