Blues
Scale in questa famiglia: 2
La scala blues è una scala di sei note: la pentatonica minore con una nota aggiunta fra il quarto e il quinto grado. Quell'aggiunta — la quinta diminuita, la cosiddetta blue note — è tutta la differenza rispetto alla pentatonica da cui deriva. La versione maggiore procede in modo speculare: pentatonica maggiore con una terza minore incastrata dentro, sei note anch'essa.
Sei note, e da dove arriva la sesta
In la la scala blues minore si legge la do re mi bemolle mi sol. Togliete il mi bemolle e siete di nuovo nella pentatonica minore di la: tutto il discorso sta in quel semitono. La versione maggiore nasce dallo stesso gesto dall'altro lato: do re mi bemolle mi sol la, cioè la pentatonica maggiore di do con un mi bemolle incastrato fra secondo e terzo grado. Entrambe conservano la sicurezza della pentatonica e aggiungono una nota che di proposito non ci appartiene.
Poiché la nota aggiunta dista un semitono da entrambe le vicine, si comporta diversamente da ogni altro grado. È nota di passaggio, non punto di riposo. Se ci atterrate sopra e la tenete, la frase resta sospesa apposta; se la attraversate andando dalla quarta alla quinta, suona blues. Quasi tutto ciò che si legge su questa scala è una riformulazione di questo unico fatto.
La blue note è una zona, non un tasto
La nota scritta come quinta diminuita è un compromesso della notazione. Nel blues cantato e suonato l'altezza che conta cade fra gli intervalli che un pianoforte può produrre: quasi sempre fra la terza minore e la maggiore, e di nuovo dalle parti della settima. Le incisioni dei primi cantanti mostrano quella zona usata con intenzione e costanza, ed è il motivo per cui l'effetto sopravvive male alla scrittura: sul foglio resta una terza minore o una maggiore, e non era né l'una né l'altra.
Da qui il fatto che la stessa scala suoni diversa su strumenti diversi. La chitarra raggiunge la zona tirando la corda, l'armonica aspirando, la voce ci va e basta. Il pianoforte non può, così i pianisti imitano: battono insieme terza minore e maggiore, oppure colpiscono la nota bassa e scivolano subito su quella alta. Sapere che sono tutte approssimazioni dello stesso bersaglio spiega più di qualunque diagramma.
Sulla chitarra: un dito accanto alla pentatonica
Se il primo box di pentatonica minore è già in mano, la scala blues costa una nota sola. Nella posizione al quinto tasto cade al sesto tasto della quinta corda e all'ottavo della terza, esattamente fra le note che indice e anulare già coprono. Quasi tutti la mettono con il medio senza spostare la figura.
La trappola pratica è l'abuso. La blue note attira attenzione proprio perché sfrega, e una frase che ci atterra di continuo smette di essere espressiva e diventa una dimostrazione. L'esercizio che funziona: suonare un intero giro in cui quella nota può comparire solo di passaggio — fra quarta e quinta, o come bending breve rilasciato — e mai su un tempo forte.
Le due scale sul giro di dodici battute
La scala blues minore regge tutte e dodici le battute in un'unica tonalità, ed è per questo che si insegna per prima: una figura copre primo, quarto e quinto grado senza ritocchi. La maggiore è lo strumento più fine e si applica di solito accordo per accordo — sul primo grado schiarisce il colore, e passare alla minore all'arrivo del quarto è uno dei procedimenti più antichi del genere.
Le due però sono lo stesso insieme di intervalli letto da fondamentali diverse: blues di la minore e blues di do maggiore contengono le stesse note. I chitarristi lo sfruttano spostando lo stesso box di tre tasti e trattando la nuova posizione come maggiore. Suona come un vocabolario diverso e non chiede diteggiature nuove — descrizione piuttosto fedele del modo in cui si suona il blues.
Perché la teoria arriva dopo
Questa scala è una descrizione, non una regola inventata prima e poi eseguita. Prima ci sono stati il canto e il suono, e il gruppo di sei note è ciò a cui la teoria è arrivata provando a mettere per iscritto la pratica. Trattarla come formula produce il risultato noto: esecuzione tecnicamente corretta che non somiglia al blues, perché il contenuto vero erano il fraseggio, il ritardo rispetto al tempo e il modo di trattare la nota aggiunta.
Non è nemmeno l'unica scala del blues. Si passa liberamente fra blues minore, pentatonica maggiore, misolidio sugli accordi di dominante e note di passaggio cromatiche, spesso dentro un solo giro. La scala blues è il centro di quel vocabolario, non il suo confine, e riconoscere dove una frase ne esce insegna più che ripeterla isolata.
Domande frequenti
Che cos'è la scala blues?
Una scala di sei note: pentatonica minore più quinta diminuita. In la: la do re mi bemolle mi sol.
Che differenza c'è fra scala blues maggiore e minore?
La minore aggiunge la quinta diminuita alla pentatonica minore, la maggiore aggiunge la terza minore alla pentatonica maggiore. Sono le stesse note da fondamentali diverse.
Perché la blue note suona storta se la tengo?
È nota di passaggio a un semitono da entrambe le vicine. Funziona nel tragitto fra quarta e quinta, non come punto d'arrivo.