TerryTrilla

Diatonica

Scale in questa famiglia: 7

La famiglia diatonica è formata dalle sette scale che si ottengono leggendo la scala maggiore da ciascuno dei suoi gradi: ionico, dorico, frigio, lidio, misolidio, eolio e locrio. Tutte e sette contengono le stesse note — da do sono i tasti bianchi del pianoforte — e differiscono solo per quale nota viene trattata da tonica. Questa sola scelta cambia tutto ciò che l'orecchio sente.

Una nota di differenza per ciascuno

La via più rapida è confrontare ogni modo con la scala maggiore o minore a cui somiglia di più, perché la differenza è sempre di un grado. Il lidio è il maggiore con quarta eccedente. Il misolidio è il maggiore con settima minore. Il dorico è il minore con sesta maggiore. Il frigio è il minore con seconda minore. Il locrio è il minore con seconda minore e quinta diminuita insieme, e per questo non ha una triade di tonica stabile.

Ionico ed eolio non richiedono confronto: sono la scala maggiore e la minore naturale sotto nomi più antichi. Restano cinque modi con un colore proprio, e quel colore dipende ogni volta dal grado alterato. Chi sente quel grado sente il modo; chi non lo sente non lo otterrà ripetendo la scala.

Dorico, ionico, corinzio: da dove vengono i nomi

In italiano queste parole richiamano prima l'architettura che la musica: dorico, ionico e corinzio sono gli ordini delle colonne, e li impara chiunque a scuola. Non è una confusione ma un'origine comune. Ordini e modi prendono il nome dalle stesse popolazioni e regioni greche, e la teoria musicale ha attinto dove ha attinto la storia dell'arte.

Il prestito musicale è però impreciso. I teorici europei del Medioevo applicarono i termini greci ai propri modi ecclesiastici, e i sistemi che descrissero non sono quelli greci. Nulla nel modo dorico odierno riproduce ciò che avrebbe suonato con quel nome un musicista dell'antichità.

Perché il modo sparisce se lo si studia male

Suonate da re a re sui tasti bianchi: vi diranno che è re dorico. Da solo non lo è. Senza armonia sotto, l'orecchio sceglie il centro tonale più forte disponibile, e dopo pochi secondi sarà do. Un modo non nasce dal cominciare su un'altra nota, ma dal fare di quella nota il centro di gravità e mantenercelo.

In pratica il lavoro lo fa l'armonia. Un bordone su re, un vamp di due accordi da re minore a sol, un basso che torna sempre a re: ognuno di questi installa il modo nel giro di una battuta. Da qui il tratto generale della musica modale, cioè il pochissimo movimento armonico. Una progressione funzionale forte riporta l'orecchio alla tonica consueta, e il colore modale se ne va con lei.

Dove si sente ciascuno

Il dorico porta il colore minore con la sesta schiarita e domina i vamp funk, le melodie celtiche e buona parte del jazz. Il misolidio è l'accordo di dominante tenuto come tonalità di riposo, cioè la descrizione di quasi tutto il rock di radice blues. Il lidio è il più luminoso dei sette ed è diventato la scelta standard del cinema per lo stupore e gli spazi aperti. Il frigio, con la sua seconda minore, è il più scuro fra quelli utilizzabili e regge tanto il flamenco quanto il metal.

Il locrio è l'eccezione che conferma la regola. La sua triade di tonica è diminuita, quindi nulla si posa e il modo non funziona come tonalità. Si usa come colore sopra un accordo semidiminuito, non come casa, e volerci comporre dentro è un errore frequente all'inizio.

Come studiarli

Prendete un accordo e restateci sopra. Mandate in loop un re minore e suonateci sopra re dorico, poi lo stesso loop con re eolio. L'unica nota che cambia è la sesta — si naturale contro si bemolle — e sentire quella differenza in contesto insegna più di sette scale imparate separatamente.

Sulla chitarra l'intera famiglia sta in una sola posizione, dato che tutti e sette usano le stesse note. È una comodità e insieme una trappola: la diteggiatura non dice in quale modo siete, lo dice solo l'armonia. Pronunciate ad alta voce la tonica mentre suonate, oppure registrate un bordone e improvvisateci sopra. L'obiettivo è sentire il centro, non ricordare uno schema.

Domande frequenti

Che cosa sono i modi diatonici?

Sette scale fatte delle stesse note lette da gradi diversi: ionico, dorico, frigio, lidio, misolidio, eolio e locrio.

Perché il mio modo suona come la scala maggiore?

Perché nulla stabilisce la nuova tonica. Un bordone, un vamp o un basso sulla fondamentale del modo lo rendono udibile.

Con quale modo conviene iniziare?

Con dorico e misolidio: differiscono di una sola nota dal minore e dal maggiore e ricorrono di continuo nel rock e nel jazz.

Tutte le scale della famiglia «Diatonica»